Prima di iniziare qualsiasi discorso, guardate bene il cavallo della foto tra i due poliziotti. Guardate come appoggia con fiducia il muso sulla mano dell’agente. Che di fianco a lui sembra un omone e che tuttavia lo guarda piegando un po’ collo, con tenerezza. Anzi, il collo lo piegano un po’ entrambi. Uomo e cavallo. Come se si stessero comunicando qualcosa di intimo…
Adesso uscite dal film. Il cavallo è stato trovato in una stalla abusiva nel Villaggio Sant’Agata, a Catania. Il suo mestiere – o almeno quello che si vorrebbe che facesse – è correre sull’asfalto. E arrivare primo. Perché così terrà alto il giro delle scommesse e consentirà a tanto denaro di essere ripulito. Correre sull’asfalto, tra motorini e macchine rumorose, con clacson e incitamenti che non può capire. Che gli fanno solo tanta paura. Gli fanno venire voglia di scappare. Correre senza curarsi di nulla. Neppure delle frustate.
L’operazione, coordinata dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico insieme ai medici del Servizio veterinario dell’Asp di Catania, è avvenuta dopo diverse segnalazioni di attività presunte illegali con un cavallo.
Le volanti della Questura erano intervenute per chiamate che indicavano la presenza di un cavallo impegnato in un allenamento su strada, con un calesse guidato da un fantino e scortato da scooter, proprio nella zona di Villaggio Sant’Agata.
Purtroppo al loro arrivo, gli agenti non avevano trovato nulla ma per fortuna non si sono arresi.
Hanno condotto una breve attività investigativa nel quartiere e sono quindi intervenuti a colpo sicuro su una stalla abusiva.
Con tutto il beneficio del dubbio del miglior garantismo, una stalla abusiva al Villaggio Sant’Agata difficilmente è solo frutto della difficoltà imposta dalla burocrazia…
E così gli agenti hanno verificato che l’animale ritrovato non disponeva del microchip, quindi non era mai stato censito e il locale che lo ospitava era privo di autorizzazioni.
Sanzioni e riflessioni
L’importo complessivo contesto per violazioni amministrative è stato di 4.500 euro. A ciò si aggiunga il vincolo sanitario per il cavallo, con obbligo di trasferimento in una struttura autorizzata.
Il veterinario Asp ha provveduto anche all’applicazione del microchip, rendendo così identificabile l’animale e prevenendo possibili utilizzi illeciti, come corse clandestine o macellazione non autorizzata.
Basterà?
L’operazione al Villaggio Sant’Agata si inserisce in un’attività più ampia di contrasto alle corse clandestine e al maltrattamento degli animali, un impegno che le istituzioni si sono assunte a più riprese dato che si tratta di una piaga già più volte emersa nel territorio catanese.
Negli ultimi anni, i controlli hanno portato al sequestro di numerosi cavalli, sottratti a condizioni degradanti e illegali. Ma altrettanto numerose sono state le vittime del racket delle corse clandestine, che in molti casi hanno finito la loro ultima corsa verso la padella di qualche ignaro consumatore.























